venerdì 17 luglio 2009

na bruta banda

Grazie!

venerdì 26 giugno 2009

Trova l'errore



Mumble mumble mumble... lungi da me dare adito a dubbi sull'inchiesta di Bari e su tutto quello che gli gira attorno, ma una domanda sorge spontanea:

Come mi fanno notare qui in ufficio: SE TI BRUCIANO LA MACCHINA FORZANDO LA PORTIERA, PERCHE' LE CHIAVI SONO INSERITE NEL SCRUSCOTTO? EH? EH?

mercoledì 24 giugno 2009

Libertà, Libertà, Libertà...e magari un po' di verità.

mercoledì 22 aprile 2009

Per non dimenticare...

Una magistrale lezione di giornalismo e nel contempo un monito a non dimenticare come tutto è cominciato...passate parola.

venerdì 17 aprile 2009

passate parola...

e lasciate che gli altri seguano come caproni...

giovedì 19 marzo 2009

IPSE DIXIT



Allora allora allora, manco da queste pagine da un fracco di tempo, e mi accorgo che l'incontrollabile impulso di scrivere mi viene in contemporanea ad un altro irrefrenabile istinto: quello di massacrare qualcuno con un cucchiaino da tè.
Ma veniamo alla fredda cronaca.
Ieri mattina mi sono svegliata stranamente di buon umore, scendo, mi accingo a consumare la mia parca colazione concernente un pacco di pan di stelle, qualche litro di tè e un paio di pangoccioli quando la mia attenzione viene calamitata da un ominide di bianco vestito.

Si, mi riferisco al Supercarratzinger, che ha ben pensato di far fare alla chiesa un mastodontico quanto inatteso passo in avanti verso la modernità affermando che l'Aids non si combatte con i preservativi.



Ma cerco Paparatzinger, l'Aids e le malattie veneree e mortali non si combattono certo con i preservativi, così come la pace non si conquista certo col dialogo, ma con le guerre preventive.


Il giramento di coglioni che ne è conseguito ha fatto scappare via a gambe levate il mio cane, rizzato le piume in testa ai pappagalli, dato corrente al condominio per una intera settimana e fulminato lo spazzino che in quel momento stava raccogliendo sacchetti di immondizie sotto casa.


Ma dico io, affermare che l'Aids non si combatte con i preservativi, ma con la CASTITA' non è un po' come dire che per smettere di fumare ti conviene tagliarti le dita...








venerdì 30 gennaio 2009

L'Italia che vorrei.






Mi piacerebbe che il mio paese fosse diverso.
Mi piacerebbe che Eluana fosse dolcemente accompagnata verso la fine senza che persone, giudici, politici e semplici opinionisti si impadroniscano del suo corpo e di quel che resta della sua esistenza.
Mi piacerebbe che la democrazia fosse ancora un valore, che si potesse dire apertamente e liberamente quello che si pensa senza paura di ritorsioni o censure.

Mi piacerebbe che il mio paese non permettesse leggi/decreti e azioni razziste come la chiusura degli ambulatori per immigrati.

Mi piacerebbe che il mio paese non fosse così apertamente xenofobo e reazionario, piduista e filo-mafioso.
Mi piacerebbe che bambini disabili non fossero costretti a subire abusi da altissimi prelati e che venissero poi costretti al silenzio.

Mi piacerebbe tanto che un personaggio di spicco e arte come Bolle non si sentisse costretto a sparare balle e ritrattare il suo outing.
Mi piacerebbe che uno come Povia si fosse reso conto della vaccata partorita senza che migliaia di persone glielo facessero notare.

Eh si, mi piacerebbe tanto che il mio fosse un paese migliore, ma non è così.

Mi piacerebbe soprattutto che le regole fossero uguali per tutti, grandi, piccoli, pubblici, privati, prelati, laici, destrorsi, sinistrorsi, ghei, lesbiche, etero o confusi.

E invece ancora una volta ci dimostriamo il paese di Pulcinella, e ancora una volta mi sento costretta a vergognarmi della mia italianità.



Sono passati solo due giorni dalla Giornata della Memoria, rifatevi gli occhi e giugete da soli alle vostre conclusioni:

"Io so che le camera a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dire se abbiano fatto morti oppure no, perchè non ho approfondito la questione"

"Il polverone nasce dalla carica di emotività che evoca la sola parola camera a gas, divenuta simbolo di un argomento del quale dovrebbero parlare solo gli specialisti.
I sei milioni di morti derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli anglo-americani subito dopo la liberazione, nella foga ha sparato una cifra"

Sono passati pochi giorni dalla decisione presa da questo papa così moderno, aperto e per niente conservatore di ritirare la scomunica ai religiosi tradizionalisti lefebvriani che negano apertamente l'esistenza della shoa, che il loro massimo esponente in area triveneto, don Floriano Abramovich, se ne esce con queste amene affermazioni.

Ma non contento ci dà anche una sua personale visione della politica, prestate attenzione:
"La pena di morte di per sè non è riprovevole, ma lo diventa in mano alla nostra società, che non è in grado di gestirla. Lo stesso vale per il genocidio.

Politicamente mi sento vicino alla Lega Nord, visto il loro maggiore attaccamento al rito cattolico tradizionale".
C'è da dire che la Lega in formazione compattissima si è allontanata il più possibile da Don Floriano e le sue dichiarazioni, e che tutti, ma proprio tutti i politici di spicco, dal mio sindaco a Galan hanno chiesto con veemenza l'allontanamento di Abramovich e la dismessa dell'abito talare.

Sono proprio curiosa di leggere le reazioni della Santa Sede, ma ho come l'impressione che finirà tutto a tarallucci e vino, come si confà ad un paese come il nostro.